Rally del Messico2006
 
 
05/03/2006 - 19:51 – Il riscatto è finalmente arrivato. Sia per Loeb che per Solberg. Dopo lo strapotere incontrastato di Gronholm con la Ford nei primi due eventi della stagione a Monte Carlo ed in Svezia, Loeb è riuscito a vincere e Solberg ha riportato in alto, molto in alto, la Subaru.

Sebastien Loeb e Daniel Elena, quindi, vincono il Rally del Messico, il terzo round del Campionato del Mondo WRC. Una vittoria costruita passo dopo passo, da metà gara, con un’ascesa imponente dalla penultima prova speciale della seconda tappa. Cinque crono a tutto gas che hanno permesso all’alsaziano di schizzare in vetta alla Classifica Piloti e alla Kronos Racing di balzare al vertice della Classifica Costruttori.
Sparisce quell’antiestetico (ma soprattutto antipatico) “0” dalla casella del Campionato Piloti relativo a Petter Solberg, il quale in due rally non ha ottenuto neanche un misero punticino, ma che, con una grande gara, ha recuperato ampiamente il gap creatosi tra lui e gli altri due contendenti all’iride.
Inizialmente al vertice, Solberg ha poi lottato a viso aperto con Loeb durante la seconda tappa, scambiandosi la leadership per tutta la giornata, lasciando campo libero al transalpino in seguito ad un problema accusato allo sterzo della sua Impreza, che lo ha rallentato impedendogli di combattere per la vittoria.
Il secondo posto di Solberg si è rivelato un vero e proprio trampolino di lancio anche per il Subaru World Rally Team, che recupera terreno nella corsa al titolo marche, avvalorato dagli altri punti portati a casa dall’australiano Chris Atkinson, fermatosi al settimo rango dopo aver recuperato qualcosa come dodici posizioni.

Bella prova anche quella offerta dai piloti dell’OMV Peugeot Norway World Rally Team: l’austriaco Manfred Stohl ha conquistato un podio fondamentale per il proseguo del campionato. L’appuntamento con lo champagne gli era sfuggito al debutto stagionale nel Rally di Montecarlo, ma in Messico, nonostante i problemi di grip che lo hanno attanagliato per più di mezza gara, si è rifatto completamente. Il compagno di colori Henning Solberg ha agguantato un ottimo quinto posto. Con questi due risultati, il team OMV si candida ufficialmente come terzo incomodo per la conquista del Titolo Costruttori.

Tra Stohl e Solberg si è installato di forza il cantabro Daniel Sordo, che continua il suo mondiale con la Citroen Xsara WRC. Un’ottima prova la sua, avvalorata dal fatto che si tratta di un debutto per il pilota spagnolo della Kronos.

Dopo la grande delusione consumatasi nella seconda tappa, sotto il tendone del Team Ford si è lavorato duramente ed i risultati, alla fine sono arrivati. Per dire la verità, il risultato. Si, perché Marcus Gronholm ha conquistato un prezioso punto, sempre utile per una squadra che cerca l’alloro iridato. Meglio del finnico ha fatto il pilota privato Gareth MacHale, che con una Ford Focus in versione 2004 ha sopravanzato la Focus ufficiale, issandosi al sesto posto. Mikko Hirvonen ha invece chiuso al 15esimo posto.

Trasferta negativa anche per la Stobart VK Ford, che con i due piloti ufficiali, non è andata oltre il 13esimo (con Luis Perez Companc) ed il 17esimo posto (ottenuto da Matthew Wilson).

Nella Top Ten fanno la loro comparsa Toshihiro Arai, vincitore del Mondiale Produzione, davanti al forte pilota locale Ricardo Trivino, al volante di una Peugeot 206 WRC. Sul podio delle derivate di serie salgono anche Nasser Al-Attiyah ed il sammarinese Mirco Baldacci, in gara con una Mitsubishi Lancer Evo IX.

Corona Rally Mexico - Classifica Finale
01. Sebastien Loeb - Citroen - 03:47:08.8
02. Petter Solberg - Subaru - 03:47:57.7 - +48.9
03. Manfred Stohl - Peugeot - 03:51:47.9 - +04:39.1
04. Daniel Sordo - Citroen - 03:52:36.5 - +05:27.7
05. Henning Solberg - Peugeot - 03:59:44.2 - +12:35.4
06. Gareth MacHale - Ford - 04:03:11.1 - +16:02.3
07. Chris Atkinson - Subaru - 04:07:48.3 - +20:39.5
08. Marcus Gronholm - Ford - 04:08:53.0 - +21:44.2
09. Toshihiro Arai - Subaru - 04:09:43.4 - +22:34.6
10. Ricardo Trivino - Peugeot - 04:09:56.5 - +22:47.7

Di: Claudio Pilia www.racingworld.it